La passione per il volo

Luciano Sorlini non ebbe solo l’Arte come propria passione. 
Sin da ragazzo si avvicinò al mondo del volo partecipando ai corsi di aeromodellismo tenuti dalla R.U.N.A (Reale Unione Nazionale Aeronautica) costruendo quindi svariati aeromodelli. Conseguì il Brevetto di Volo nel 1952 e nel 1956 ottenne, primo pilota civile non professionista in Italia, l’abilitazione al volo strumentale (questo tipo di abilitazione consente, su aerei opportunamente strumentati, di volare in assenza di visibilità). 
Partecipò anche a numerose gare aeree tra le quali il Giro Aereo di Lombardia, l’Esaveneto e il Giro di Sicilia qualificandosi sempre tra i primi. 
Molti furono gli aerei da lui pilotati nel corso degli anni tra cui parecchi aerei storici 
Il suo primo aereo fu il “Macchino” ovvero il Macchi MB308 a cui seguì un Saab Safir 91C svedese, aereo all’avanguardia per l’epoca. 
Nel 1960 sospese ogni attività di volo per dedicarsi totalmente alla sua nuova azienda. 
Riprenderà nel 1980 acquistando un Beechcraft Bonanza attualmente presente nella collezione. 
Fu in questi anni che si appassionò al restauro degli aerei storici. 
Attualmente gli aerei, dislocati nelle aviorimesse di Calvagese e Ceresara (Mantova), sono di proprietà della figlia Silvia che, insieme al marito Giovanni Marchi li mantiene volanti. 

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Attualmente fanno parte della collezione: Beech A36TC “Bonanza” marche D-ETSG, Fiat G46-4B marche I-AEKA, Harvard IV marche I-HRVD, Avia FL3 marche I-AVIG, Saab 91C Safir marche I-LUXI, Piper L-4H marche I-PIPA, Aeronautica Macchi MB 308 marche I-BIOH 

Beech A36TC “Bonanza” marche D-ETSG

Considerato la Rolls Royce dei monomotori fu messo in produzione nel 1945. A quell’epoca c’era la necessità negli Stati Uniti d’America di disporre di aerei per mantenere l’idoneità al volo di migliaia di piloti formati durante la II Guerra Mondiale; fu allora che la Beechcraft mise in produzione il model 35 a quattro posti al quale seguì negli anni ’70 il model 36 a sei posti. Monta un motore Continental TSIO-520 turbocompresso  da 300 hp. Questo aereo è stato acquistato nuovo nel 1980 ed è stato consegnato in volo dagli USA.  E’ abilitato al volo strumentale.

Velocità di crociera  160 Kts (300 Km/h)
Tangenza   25.000 ft (7.620 metri)
Autonomia  1.131 NM (1.822Km)

Fiat G46-4B marche I-AEKA

Fu sviluppato dall’ing, Faraggiana con la supervisione dell’ing. Gabrielli nell’immediato dopoguerra e fu prodotto nelle varianti mono e biposto. Fu prodotto in 225 esemplari e fece il suo primo volo nell’autunno del 1947 con il pilota collaudatore Vittore Catella. E’ essenzialmente un aereo da addestramento e fu venduto in Argentina, in Siria ed in Austria con diversa motorizzazione. Naturalmente anche l’Aeronautica Militare Italiana ne acquistò parecchi esemplari e, a partire dal 1958, una cinquantina di esemplari furono progressivamente ceduti agli Aero Club.  Quando esaurirono le ore di volo vennero radiati e demoliti in quanto troppo onerosi da gestire e mantenere. L’esemplare della collezione fu acquistato da un produttore di macchine agricole che lo teneva esposto alle intemperie nel piazzale antistante lo stabilimento. Fu restaurato dalle Officine Sorlini in circa tre anni di lavoro e venne terminato nel 1989. Ha una struttura in alluminio e monta un motore Alfa Romeo 115 Ter da 225 hp.

Velocità di crociera  145 Kts (270 Km/h)
Tangenza  17.700 ft (5.400 metri)
Autonomia  620 NM (1.000 Km)

Harvard IV marche I-HRVD

Questi aerei furono prodotti a partire dal 1938 in oltre 16.500 esemplari in svariate versioni. Inizialmente ci fu la versione BT-9 basic trainer per arrivare dopo numerose modifiche alla versione AT-6 advanced trainer. E’ stato l’addestratore più diffuso al mondo tanto da essere anche soprannominato The pilot maker e preparava gli allievi per macchine quali i P-40, i P-47 ed i P-51. In Italia fu in servizio presso l’Aeronautica Militare dal 1948 al 1980 in 250 esemplari in diverse versioni. Questo specifico esemplare fu prodotto nel 1954 dalla Canadian Car su licenza North American e fu radiato dall’Aeronautica Militare negli anni ’80.  Acquistato da una ditta di recupero metalli allo stato di relitto, fu totalmente ricostruito e riportato in condizioni di volo. Ha una struttura in alluminio e monta un motore radiale Pratt & Whitney R1340 PC1 a nove cilindri che sviluppa una potenza di 600 hp.

Velocità di crociera  156 Kts (290 Km/h)
Tangenza  21.500 ft (6.560 metri)
Autonomia  730 NM (1.175 Km)

Avia FL3 marche I-AVIG

Fu prodotto per conto di Francis Lombardi che lo collaudò nell’autunno del 1938 e risultò vincitore di un concorso ministeriale per un addestratore ultraeconomico. Costruito interamente in legno e rivestito in compensato e tela, montava un motore CNA da 60 hp. Fu però praticamente rifiutato dagli istruttori militari perché considerato troppo facile e poco formativo seppure con eccellenti caratteristiche di volo. Fu pertanto accantonato od utilizzato come aereo da collegamento per tutta la durata della Seconda Guerra Mondiale. Dopo l’8 settembre la Luftwaffe ne impiegò con profitto almeno 250 esemplari. Nel dopoguerra l’AVIA di Vercelli ne produsse una cinquantina dotandoli di motore Continental da 65 oppure 85 hp che, uniti ai precedenti sopravvissuti costituirono la base della rinascita dell’aviazione civile in Italia. In totale sono stati prodotti circa 400 unità. L’esemplare nella nostra collezione fu acquistato dall’Aero Club Venezia. Il numero di costruzione è 1/A del 1946 con Certificato di Immatricolazione civile n° 3014 rilasciato il 30 luglio 1946: questa data è stata ufficialmente assegnata quale prima immatricolazione civile post bellica. Dalle punzonature del Genio Aeronautico riportate sulla totalità delle parti metalliche si evince che la costruzione risale a commessa militare di epoca precedente. Si può quindi farla risalire alla data del 15 febbraio1941 riportata sul motore CNA D4. Ebbe Matricola Militare 30257.

Velocità di crociera  78 Kts (145 Km/h)
Tangenza  13.776 ft (4.200 metri)
Autonomia  370 NM (597 Km)
Peso a vuoto kg 290
Peso massimo al decollo Kg 525

Saab 91C Safir marche I-LUXI

E’ un aereo da addestramento con possibilità di portare una barella, fu costruito dalla svedese Saab e su licenza anche dall’olandese De Shelde su specifiche militari; fu realizzato complessivamente in 323 esemplari in varie configurazioni e venne impiegato in ruoli sia militari che civili in una ventina di paesi.
Fu portato in volo per la prima volta il 20 novembre 1945 mentre l’ultimo esemplare fu prodotto nel luglio 1966. Ha una struttura interamente in alluminio con ala a sbalzo e carrello triciclo retrattile. Il progetto venne realizzato da Anders J. Andersson che aveva collaborato alla progettazione del Bűcker Bű181 ed infatti i due aerei presentano alcune caratteristiche in comune. Nel 1953 venne realizzata questa versione, la terza, caratterizzata dalla cabina quadriposto, serbatoi alari e dotata di un motore Lycoming O-435A da 185 hp. E’ completamente acrobatico. Una sua interessante particolarità è la facilità di smontaggio delle ali per renderlo in pochi minuti trasportabile su carrello o autocarro. Questo esemplare porta il numero di costruzione 91319 del 1954 ed il Certificato di Immatricolazione è stato rilasciato il 5 dicembre 1955. Questo esemplare fu acquistato nuovo dal signor Sorlini che andò a ritirarlo personalmente in Svezia portandolo in Italia in volo.

Velocità di crociera 130 Kts (240 Km/h)
Tangenza 20.340 ft (6.200 m)
Autonomia 668 NM (1075 Km)

Piper L-4H marche I-PIPA

E’ la versione militare del Piper J3 Cub (Cucciolo) dal quale si differenzia soltanto per la finestratura maggiorata necessaria in quanto veniva utilizzato soprattutto come ricognitore e per l’aggiustamento al tiro dell’artiglieria sui campi di battaglia. Il suo primo volo fu nel 1937 e alla fine del 1941 ne erano stati costruiti più di 10.000 esemplari. Nel 1949 nascera il modello PA 18 Super Cub. Ha una struttura a traliccio in tubi di acciaio con alcuni componenti in legno ed alluminio ed è rivestito in tela. Monta un motore Continental A65 da 65hp. Questo esemplare fu acquistato dall’Aero Club Brescia negli anni ’80 completamente restaurato e riportato alle condizioni storicamente originali.

Velocità di crociera  65 Kts (120 Km/h)
Tangenza  11.500 ft (3.510m)
Autonomia  258 NM (416 Km)
Peso a vuoto Kg 336
Peso massimo al decollo Kg 554

Aeronautica Macchi MB 308 marche I-BIOH

Costruito dall’Aeronautica Macchi negli anni ’40 su progetto dell’ing. Bazzocchi, viene da tutti familiarmente chiamato “Macchino”. E’ caratterizzato da una struttura in legno e tela, elegantissima ala a sbalzo così come gli impennaggi di forma ogivale. Fu il primo aereo Italiano a montare un carrello triciclo ed un volantino al posto della tradizionale cloche. Il prototipo fu equipaggiato con un motore CNA D4 da 60 hp mentre per i successivi esemplari destinati al mercato civile furono disponibili motorizzazioni Continental da 65, 85 oppure 90 hp. Per il mercato militare fu utilizzato il Continental C85. Ne furono prodotti 120 esemplari. E’ stato aereo privato ed aereo scuola nei nostri Aero Club per oltre 25 anni e fu prodotto anche in versione idrovolante con motore da 90 e 100 hp. Fu realizzata anche una versione triposto. Fu utilizzato in numerose e prestigiose gare aeree da famosi piloti. Il signor Luciano Sorlini ne possedette un esemplare con marche I-LUGI che fu il suo primo aereo. Lo acquistò nel 1951 e partecipò a numerose gare qualificandosi sempre tra i primi classificati. Tra queste gare ricordiamo il Giro Aereo di Lombardia, l’Esaveneto, il Giro di Sicilia…
L’I-BIOH fu costruito nel 1950 con numero di costruzione 121 Marche Militari 53074. Faceva parte del lotto di 80 macchine ordinate dall’Aeronautica Militare per rinfrescare la sua linea di aerei da addestramento ma soprattutto per sostenere la rinascita dell’industria aeronautica nazionale dopo la guerra.  L’I-BIOH rimase di proprietà dell’AM fino al 1966 passando poi in esercenza a vari Aero Club a cominciare da Biella e poi Torino. Durante la permanenza all’Aero Club Torino partecipò, con il pilota Emilio Tessera Chiesa, a diverse edizioni del Giro dei Castelli Piemontesi vincendo nel 1963 la terza edizione della gara.  Nel 1965 l’I-BIOH passò all’Aero Club di Parma e da questo momento l’Aeronautica Militare ne cedette la proprietà. Seguì una vendita ad un privato nel 1974 e l’utilizzo da parte dell’AeC Bolzano fino al 1986 quando Luciano Sorlini ne rilevò la proprietà ed avviò il completo restauro riportandolo all’originale livrea grigia con le coccarde tricolori dell’AM. Nel novembre 2015 il Macchino è diventato di proprietà del signor Alessandro Messina ed è tornato nella sua antica sede dell’Aeritalia, presso l’AeC Torino, suscitando ricordi commossi da parte dei tanti piloti anziani che lo avevano volato e ben lo ricordavano. L’aereo del caro amico Alessandro Messina viene sempre considerato parte della collezione e della storia di Luciano Sorlini al quale appartiene anche il simbolo del papero bendato e con le cuffie riportato sulla coda dell’I-BIOH che ricorda il suo essere stato il primo pilota civile non professionista ad avere conseguito in Italia l’abilitazione IFR negli anni ’50.

Velocità  88 Kts (164 Km/h)
Tangenza  14.760 ft (4.500 m)
Autonomia  397 NM (640 Km)
Peso a vuoto Kg 407
Peso massimo al decollo Kg 650

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